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  • Categorie di lavoro, commercialisti e consulenti

    Categorie di lavoro, commercialisti e consulenti Tra le categorie di lavoratori più pagate e più ricercate degli ultimi anni, ci sono i commercialisti e i consulenti del lavoro. Secondo un recente articolo in Italia ci sono circa 15.000 studi di consulenti del lavoro impiegati in aziende pubbliche e private. Il segreto del loro successo? L’informatizzazione. Le categorie di lavoro maggiormente ricercate nel nostro Paese e in Europa, sono i commercialisti e consulenti del lavoro. Sono figure professionali ormai indispensabili nella gestione economica di strutture pubbliche e private e nelle conciliazioni. Queste categorie di lavoro sono richieste anche dai singoli cittadini, o dalle piccole realtà imprenditoriali locali per redigere dichiarazioni dei redditi, per gestire le paghe dei dipendenti e per dare consulenze sul lavoro, previdenza e assistenza sociale.

    Le categorie di lavoro di liberi professionisti sono costantemente aggiornate sulle normative e sulle direttive Comunitarie, parlano perfettamente l’inglese, sono persone estremamente empatiche e utilizzano il computer per ottimizzare tempo e lavoro. Attualmente i consulenti del lavoro sono impiegati anche nella gestione del personale delle grandi aziende, svolgono compiti di recruitment, di sviluppo delle carriere e danno consigli sul budget del personale.

    Categorie di lavoro in netta crescita sotto il profilo professionale, ed economico, e molto richieste dal mercato, dunque, ma come diventare commercialista o consulente del lavoro? Fino al 2007 era sufficiente un diploma di scuola superiore e un periodo di tirocinio presso uno studio professionale, oggi occorre essere in possesso di una laurea triennale in Scienze Politiche, o in Giurisprudenza oppure in Economia.

    Il periodo di praticantato presso un’agenzia già avviata, prima di iscriversi all’albo della categoria di lavoro di appartenenza, è tuttora necessario. Gli stage sono molto importanti e formativi per i giovani neolaureati, perché danno la possibilità di mettere in pratica le nozioni acquisite sui libri e di sviluppare ulteriormente capacità di interazione.

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