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Lavoro stagionale, contributi e tipologie di contratti

Il lavoro stagionale è uno di quelli più tormentati dal punto di vista delle assunzioni in nero. Molto del personale di alberghi, ristoranti, di raccolta stagionale dei campi, è assunto in nero. In realtà, ‘non è assunto’ perché per la legge è un disoccupato. Con tutte le conseguenze del caso, comprese la sicurezza del lavoro. Ecco perché è importante, al momento dell’accordo con il futuro datore di lavoro, stabilire che tipologia contrattuale ci aspetterà.
Il lavoro stagionale, specie quello legato al mondo del turismo, è a contatto con il pubblico e spesso è un lavoro fisico. Avere una forma di tutela è molto importante e questo deve essere il primo passo per cominciare a lavorare. In genere, il contratto di lavoro stagionale prevede una durata ben definita e una retribuzione mensile che deve essere conforme alla categoria di lavoratori. Al termine del periodo di lavoro è possibile richiedere il sussidio di disoccupazione.
Al lavoro stagionale, tuttavia, è spesso applicato anche il contratto di collaborazione a progetto. Esso, però, può essere applicato solo entro una certa conformità al ruolo che si occupa. Essendo una contratto di collaborazione, in realtà, non prevede alcuna forma di subordinazione e anche i vincoli dell’orario e della presenza sono molto diversi in quest’ottica. Eppure, questa tipologia contrattuale è molto applicata a categorie del tutto lontane da un progetto. Vedi personale delle pulizie ai piani degli alberghi o barman. Inoltre, alla fine, non avremmo alcun sussidio di disoccupazione. Ecco perché è fondamentale concordare il contratto con il datore di lavoro.

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